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Da un punto di vista etico non può esserci alcuna giustificazione a questo
massacro legalizzato. Chi sostiene la vivisezione, per porre in difficoltà
l'avversario, che accusa di "sentimentalismo" nei confronti degli animali, non
trova di meglio che far leva, lui stesso, sul sentimentalismo e sulle emozioni,
ma di verso opposto, quelle dettate dall'egoismo, dal "morte tua, vita mia".
Chiedono dunque: "ma preferite salvare un topo o un bambino?" è qui che
sbagliano: perchè noi vogliamo salvare sia il topo che il bambino, perchè non
bisogna mai mettersi nelle condizioni di dover scegliere tra due mali.
Al di là delle considerazioni scientifiche, secondo cui con la vivisezione non
si salva nè l'uno nè l'altro, occorre capire che una scienza che faccia sua la
massima "il fine giustifica i mezzi" È una scienza malata, che potrà così
giustificare qualsiasi atrocità, sia sugli animali non umani che sull'uomo, pur
di trovare un fine abbastanza elevato per il quale abbassarsi a mezzi meschini.

Se anche un essere umano fosse sottoposto a quelle torture, non È certo il suo
saper parlare o il suo saper risolvere equazioni differenziali, nè il suo
quoziente di intelligenza a farlo soffrire di più, o di meno. Einstein o un
cerebroleso soffrirebbero allo stesso modo. E allo stesso modo soffrono gli
animali, e chi È colpevole di queste sofferenze commette un orrendo crimine, in
qualsiasi modo voglia giustificarsi, davanti agli altri o di fronte alla sua
coscienza, sia che lo faccia credendo di "far del bene all'umanità" sia che lo
faccia (come molto spesso avviene) solo per motivi di carriera e di prestigio.
Ogni specie animale È biologicamente, fisiologicamente, geneticamente,
anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una
specie e l'altra sono impossibili. Quindi, al di là dell'aspetto etico, va
considerato il fatto che gli esperimenti sugli animali sono considerati
antiscientifici da un numero sempre crescente di medici, che non accettano più
la validità della vivisezione come dogma assoluto, ma che iniziano a porsi
delle domande, e a rispondere opponendosi alla vivisezione.
Gli esperimenti sugli animali non portano ad alcuna reale conoscenza
sull'effetto della sostanza da provare, perchè animali di specie diverse, o
addirittura diverse razze o ceppi di animali della stessa specie, risponderanno
in modo diverso ad un dato stimolo, come ad esempio alla somministrazione di un
farmaco. alcuni esempi, tra le decine e decine tra cui scegliere: la stricnina
lascia indifferente la cavia, il pollo, le scimmie in dosi sufficienti a
mandare in convulsioni un'intera famiglia umana; l'insulina provoca
malformazioni nelle galline, nei conigli e nei topi: mai nulla di simile È
stato osservato nell'uomo. e, dunque, se il risultato ottenuto su un topo È
diverso da quello ottenuto su un gatto, a chi somiglierà di più l'uomo, al topo
o al gatto? La risposta È che non lo si può sapere a priori. Solo DOPO aver
fatto l'esperimento sull'uomo si scoprirà, volta per volta, a quale specie e
razza assomiglia di più per QUELLA particolare sostanza.
Risulta quindi chiaro che la sperimentazione sull'animale È dannosa per l'uomo,
per due ragioni: consente di sperimentare direttamente sull'essere umano
sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (perchè il risultato
della sperimentazione sugli animali non È in alcun modo predittivo per l'uomo),
e fa correre il rischio di scartare sostanze che invece per l'uomo potrebbero
essere di grande aiuto solo perchè su una particolare specie sono risultate
tossiche.

L'atteggiamento dei vivisettori È di assoluto disprezzo per la vita, la dignità,
la sofferenza degli animali loro prigionieri. riporto qui la parte conclusiva di
un breve scritto intitolato "riflessioni", che racconta le impressioni ricavate
dallo scrivente dopo la visione di un filmato che documentava esperimenti
compiuti sui babbuini.
"Ciò che però colpisce in quelle immagini non È solo la loro violenza. ciò che
provoca in me nausea mista a rabbia È anche un'altra cosa. qualcosa che non può
passare inosservata guardando quello che viene fatto a quelle scimmie. ebbene,
questo qualcosa È l'espressione dei vivisettori, il loro viso divertito, le
loro labbra stampate nella mia memoria nell'atto del ridere. sì. quella gente
rideva. si prendeva gioco delle atroci sofferenze di quegli animali da loro
stessi causate. se ne infischiavano a tal punto di tutto il dolore causato che
potevano perfino permettersi di sghignazzare della loro crassa imbecillità
anzichè commiserarsi per la loro inimmaginabile ed insospettata crudeltà.
quella gente rideva mentre spaccava la testa ad esseri incommensurabilmente più
sensibili ed intelligenti di loro"
..quello che dicono..
"La sola cosa di cui mi preoccupo È se le scimmie mostreranno una caratteristica
che io possa pubblicare. non ho mai nessun affetto verso di loro. gli animali
non mi piacciono affatto. disprezzo i gatti. odio i cani. come possono piacervi
le scimmie?" prof. harlow, uno dei più noti vivisettori di primati non umani nel
campo della ricerca psichiatrica in un'intervista apparsa nell'edizione del 27
ottobre 1974 del pittsburgh press roto. citato anche da ruesch in slaughter of
the innocent, 1983
"Dovete sapere che migliaia e migliaia di primati non umani sono utilizzati ogni
anno in ogni area della ricerca biomedica... e non credo proprio che vorremo una
regolamentazione che imponga il divieto di uso dei primati negli xenotrapianti
per ragioni etiche." dr. auchincloss, parlando a una conferenza del N.I.H.
sugli xenotrapianti il 21 gennaio 1998 a bethesda, citato in MRMC report del
marzo 1998.

"In italia, tra l'altro, vi sono pochi centri che effettuano sperimentazione
animale. quest'ultima, quindi, deve essere incentivata." prof. S. Garattini
durante la seduta della Commissione Affari Sociali del 4 dicembre 1990.
"In quali campi si può diminuire la sperimentazione animale? francamente non ne
conosco." prof. garattini, ibidem."
"Abbiamo approvato un protocollo di sperimentazione della xenoperfusione (cioÈ
il passaggio di sangue umano nel sistema circolatorio di un animale per essere
poi reintrodotto nel corpo umano) presso il mio ente (il centro medico
dell'università del nebraska) e, francamente, non sapevamo cosa stessimo
facendo." dr. prentice, parlando a una conferenza del N.I.H. sugli
xenotrapianti il 22 gennaio 1998 a bethesda, citato in MRMC report del marzo
1998.
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- Documentatevi sulla vivisezione, non abbiate timore di leggere libri e
articoli di informazione, scientifica o etica, sull'argomento;
- Distribuite materiale informativo e parlate del problema con quante più
persone potete;
- Non perdete occasione per esprimere pubblicamente la vostra condanna;
- Aiutate le associazioni che si battono contro la vivisezione con offerte o
meglio ancora diventando attivisti;

- Boicottate quanti sono coinvolti nella vivisezione;
- Mettete a disposizione la vostra professionalità (es. medici per conferenze,
avvocati per denunce, insegnanti per parlare nelle scuole, tipografi per stampare materiale informativo, web-designer per la
costruzione di siti web, etc.);
- Non aiutate le varie associazioni per la ricerca medica, poichÈ attualmente
vuole dire finanziare la vivisezione.
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